la storia il mio paese lo stemma la chiesa di Turro

La Pro Loco di Monvalle opera in paese dal 1933, anno in cui venne fondata da un Consiglio che vedeva nella carica di Presidente il cav. Vittorio Bardelli. Purtroppo non è stata reperita documentazione sufficiente a delineare dettagliatamente l'evoluzione storica dell'Associazione.

Riorganizzando i ricordi di giovani e meno giovani si è potuta ricostruire a grandi linee la successione dei Presidenti, senza tuttavia essere in grado di stabilire gli anni dei mandati ed eventuali riconferme in carica. Quindi, dal 1933 ai giorni nostri, si sono succeduti: Vittorio Bardelli, Virginio Bardelli, Enrico Bardelli, Claudio Binda, Enrico Bregani, Umberto Costantini,

    1997 – 1999  Marcello Papini
    2000 – 2002  Pietro Vavassori
    2003 - 2005  Antonio Rossi
    2006 - 2008  Antonio Rossi
    2009 – 2011  Enzo Albieri

In questi ultimi anni la Pro Loco ha realizzato molteplici iniziative e le attività si susseguono nel corso dei mesi scandendo alcuni piacevoli momenti della vita comunitaria a Monvalle.

Nel 1999 c'è stata la partecipazione al finanziamento del restauro di un affresco devozionale del XV secolo, ora collocato nella chiesa dei SS. Nazaro e Celso a Turro. Sempre a Turro, nella stessa località, all'interno del parchetto adiacente alla chiesa, sono stati collocati giochi da giardino per bambini, mentre lungo le vie di tutto il paese sono state poste bacheche per affissioni e le piazzette sono state abbellite e rese più confortevoli grazie ad alcune panchine.

Dopo lunghi lavori di restauro che hanno richiesto l'impiego di un ingente capitale, nel 2003 è stata inaugurata la sede dell'associazione, ospitata all'interno di uno stabile di proprietà comunale e condivisa con il Gruppo di Protezione Civile. In riconoscimento dell'impegno profuso in quest'opera, la Pro Loco ha ricevuto un premio nell'ambito del concorso "Benvenuti al mio Paese" edizione 2004, indetto dalla Provincia di Varese. Da qualche anno, in occasione del Carnevale, si è affermata la consuetudine di allestire un carro allegorico per animare una sfilata di maschere in Paese e per partecipare alle sfilate organizzate in alcuni Comuni vicini.

Particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione della spiaggia comunale in località Gurèe, sia affidando a privati la gestione della struttura di ristoro per tutto il periodo estivo, sia organizzando nella sua splendida cornice eventi di grande richiamo come la Sagra dell'alborella e il Gurèe Beach Rockfest. Entrambe le manifestazioni si svolgono a giugno e, mentre la prima è un appuntamento ormai tradizionale e conosciuto da molti in tutto il territorio circostante, il Rockfest è frutto di più recente ideazione, ma il pregio dei principi su cui si fonda e dei propositi cui mira è stato riconosciuto anche a livello provinciale ottenendo un premio al concorso "Benvenuti al mio Paese" edizione 2004.

La Pro Loco è attiva anche nell'ambito della Festa degli Agricoltori, una manifestazione di rilevante importanza che alla terza domenica di settembre richiama tantissime persone e coinvolge il lavoro sinergico dell'Amministrazione Comunale e di tutte le associazioni di volontariato.

L'autunno è il tempo della castagnata alla Scuola Materna, che solitamente si svolge nel mese di ottobre, mentre in occasione delle festività Natalizie vengono donate strenne agli anziani ultraottantenni e ai bambini delle scuole di Monvalle. La fine dell'anno è segnata dalla distribuzione a tutte le famiglie di un calendario realizzato in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e dalla campagna di tesseramento. Grazie alla convenzione con alcuni esercizi commerciali di vari indirizzi e categorie, i soci della Pro Loco, presentando la propria tessera, possono beneficiare di convenienti sconti sul prezzo di merci o servizi.

Tutto il lavoro svolto nel corso degli anni persegue gli scopi fondanti della Pro Loco che, proprio come enuncia lo Statuto dell'Associazione, sono: "promuovere in ogni forma e con ogni mezzo la conoscenza, la tutela, la valorizzazione, la fruizione in termini di conservazione delle realtà e delle potenzialità turistiche, naturalistiche, culturali, artistiche, storiche, sociali ed enogastronomiche del territorio in cui opera e della comunità che su di esso risiede, onde favorirne la crescita sociale".

Storia civile di Monvalle

Paolo Morigia nella sua " Historia della nobiltà del lago Maggiore " (Milano 1603) scrive così :

"Seguitando il nostro viaggio dopo Angera andando all' insù si trova Ranco e poi la ripa del lago incurvandosi nel mezzo v' è Quassa e nel fine della curvità si vede Ispra … Più innanzi vi è una spiaggia di una piccola villa detta Turra , della quale si dicono molte cose della sua antichità , ma altro non si trova salvo che i contadini nel tappezzare il terreno , trovarono medaglie di rame antichissime. Più avanti trovasi un piccolo fiume detto Monvallina , perchè passa vicino alla terra di Monvallo , così detta , o perchè egli molto vuole poichè è di perfetta aria , d' acque buonissima , produce grano e vino buono , più di suo uso , oltre alla copia di frutti d' ogni genere e massime di persichi di rara veduta e gusto soave. Et ha un colle di rara prospettiva che , per il gran freddo che faccia , sempre veggono fiori , oltre che produce lauri di perpetua verdura. Ora si dice monvallo per avere egli un monti e una vale. Questa terra , ovver castello , fu già abitazione del valoroso Damiano Besozzo che fu ancora castellano della fortezza d' Arona e portossi onoratamente nel Piemonte contro i Francesi con molta sua gloria. Di Monvallle si hanno notizie nel testamento dell' Arcivescovo Aribero nel 1042 nei punto donò ai decumani della chiesa milanese un castello , una corte , una torre ed una cappella dedicata ai SS. Cosma e damiano nel luogo di Monvalle chiamato poi volgarmente Moallo , nella pieve di Brebbia."

È del 1147 una sentenza di Ariprando e di altri consoli di Milano nella lite tra i decumani e due capitani di larcano e di Parravicino per avere questi ultimi impedito ad alcuni uomini dai Decumani dipendenti di pescare nelle acque di Monvalle ( Manaresi C. Milano 1919 ). Nel 1250 Leone da Perego , arcivescovo di Milano , in Angera decise una lite fra l' arciprete dei decumani ed il preposto di Brebbia per la decima di Monvalle. Il locus de Monvalle si trova menzionato nell' estimo di tutte terre del Lago Maggiore posto in fondo agli statuti di Intra , Pallanza , Vall' Introsca del 1393 De Vit _ Il lago Maggiore _ Prato 1875 _.

La terra di Monvalle faceva parte del contato d' Angera concesso a Gian Galeazzo Visconti dall' imperatore Venceslano il 25 gennaio 1397. Parlato poi del Beato Alberto Besozzo il Moriggia dice in Arolo v'è un ceppo nobil di casa Besozza tutt' uno con quello di Moallo ( Monvalle ) del quale si tiene che uscisse il Beato Alberto. Sussistono infatti ancora in quella località rami delle famiglie Besozzi. Nel 1449 Laveno con cerro, Ceresolo, Cellina Arolo, Monvalle ed Ispra furono vendute dai difensori della libertà delle comunità di Milano al conte Vitaliano Borromeoper sè, eredi e successori coi darii redditi e onoranze per 1000 fiorini d' oro. In seguito il feudo andò diviso fra i borromeo ed i Visconti Borromeo : a questi successero Litta visconti Arese. Monvalle nel 1851 dipendeva dalla circoncisione maondalmente di Gavirate, da cui tutt' ora dipende, aveva 630 abitanti e godeva buona omenità di lughi.

Anche oggi è ricercata come villeggiatura tranquilla, amena e salubre e presenta un volto nuovo di modernità colla sua decima di cassette linda ed eleganti sorte come per incanto nello spazio di 3 anni ! Presentemente conta 930 abitanti: ha un magnifico e ben attrezzato lido molto frequentata dagli amanti dello sport lacuale ed anche da stranieri con i loro campeggi.


Esso è formato: troncato al primo d'azzurro a tre monti verdeggianti di naturale sormontato da tre anelli intrecciati d'oro; al secondo fasciato ondato d'argento e d'azzurro.

Il nostro stemma sembra che simboleggi bene il nome, la posizione e le vicende feudali di Monvalle.

Difatti i tre monti con le rispettive valli vogliono essere una figurazione parlante del nome di Monvalle; le fascie ondate stanno ad indicare la posizione del luogo in riva al lago Maggiore, gli anelli intrecciati d'oro infine ricordano gli analoghi anelli d'oro di casa Borromeo alla cui giuristizione feudale.

Monvalle fù soggetto entro i confini del feudo di Laveno.
È antichissima, ma non si hanno notizie della costruzione. Doveva essere una modesta cappella ingrandita nel 1892; restaurata completamente nel 1932. Recentemente si stanno eseguendo lavori radicali ed importanti di miglioramento: altare nuovo in marmo regalato dal dott. Alberto Cormi di Serre di Rapolano per interessamento di Don Emilio Pranzetti; balaustra nuova in marmo; pavimento in mosaico il presbitero ed in graniglia il resto della chiesa; demolita l'abside antica e bassa e costruita una nuova in armonia col la restante volta della chiesetta. S'ingrandiranno le quattro finestre e forniranno di vetrate colorate istoriagrafate. Così restaurata sarà decorosa casa di orazione. È dedicata ai Santi Nazaro e Celso martiri e se ne celebra la festa al 28 di luglio. La popolazione della frazione col la nuova chiesa forma 350 anime ed è molto orgogliosa della sua chiesetta, che la desidera bella e fa dei veri sacrifici per la spesa non indifferente di un mezzo milione e che penserà a raccogliere per non essere di aggravio alla parrocchia, che ha già spese non leggere per la sistemazione della chiesa parrocchiale. Tutti i lavori di ricostruzione e di sistemazione sono stati eseguiti dagli esperti mastri muratori della frazione sotto la direzione del geometra Sig. Agostino Papino e del Sig. Amedeo Papini, impresario espertissimo edile entrambi della terra di Turro, che col vero intelletto d'amore si assunsero il delicato incarico e lo portarono a compimento generosamente e con plausi e riconoscenza dei conteuranei e con giusto e conveniente apprezzamento dei buoni intenditori di arte muraria e decorativa. È voto ardente della brava gente di Turro che in un futuro non troppo lontano sorga snello ed elegante accanto alla chiesetta un campaniletto, che con le sue tre campane argentine segni le funzioni religiose, le ore il mezzogiorno e l'ave Maria mattino e sera.
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